"Minchia che ridere"
18 Maggio 2002
Mai titolo più azzeccato, per
la cronaca della giornata di sabato che abbiamo trascorso in sella alle nostre
amate cavalcature.
Risate con le lacrime agli
occhi fin dalla mattina, anzi a prima mattina solo lacrime, quando mi sono
alzato all'alba con quattro ore di sonno per comprare (ovviamente sempre
all'ultimo momento) un regalo per il compleanno dell'amico Vaddavvero e cercare
di arrivare senza troppo ritardo alla punta delle 9:30 al solito centro
commerciale Euclide (e senza fare incazzare Danielone e le sue manone di fata).
Dopo mille peripezie e con una bandana incartata nello zaino riesco ad arrivare
addirittura prima di Giangy e prima di Marcuzzo, quest'ultimo giustificato da
un piccolo furto che aveva subito nottetempo dentro casa (il ladro per fortuna
era un minchione, invece di prendersi le chiavi della Speed Triple s'è
arraffato un paio di scarpe puzzolenti e poco altro).
Per gli amanti dei numeri, a
parte le Triumph di Marcuzzo e Daniele, il resto era tutto Made in Japan:
Pajetta, Daniel e IlConte con le Ninja (quest'ultimo travestito da Cattivik con
un completino tutto nero nero), Nigel e Pungitopa con le Gsx-R, la Tdm di
Giangy, la Suzuki RF900 del simpatico e barbuto amico di Puncicatope, Luca con
la VFR, Bauli con il tenerone e poi la mia hornettissima. Guest Star l'amico
"Càstoro" con la sua CB500 che trascorrerà con noi solo mezza
jurnata.
Nonostante il marinaio Daniel
pronostichi acqua a catinelle in direzione Nord, si parte a spron battuto
raggiungendo la cassia Bisse e quindi la via Cimino fino a Viterbo, traffico
troppo sostenuto per potersi divertire, poi lago di Bolsena e apoteosi di curve
e controcurve fino a Valentano e Pitigliano. Il tratto di strada che
percorriamo (tra l'altro non è la prima volta) è meraviglioso e con pochissime
auto, il gruppone si allunga e in men che non si dica siamo in Toscana. I
tornanti sotto Pitigliano da percorrere in prima anticipano poi un altro bel
tratto di misto, più stretto del precedente e con l'asfalto meno godibile, ma
anche qui si da il gassone per ritrovarsi poi affamati nella bella e silenziosa
piazzetta di Saturnia (dopo di noi il silenzio è andato a farsi fottere, la
bellezza, a parte ilConte con la tuta, era sempre la stessa).
Per una volta niente caratteristiche
trattorie e pantagruelici pranzi, daje di panini.
Alla fine comunque risulterà difficile mangiare un boccone senza
ridere, probabilmente deve esserci qualche componente esilarante nell'aria e le
stronzate volano così basse che ci finiscono pure in mezzo ai panozzi.
IlConte non sta derapando,
semplicemente cercava di fottere l'autoscatto sul tempo....
Marcuzzo si dimostrerà proprio
il classico gentiluomo siculo, ruttando senza ritegno ad ogni sorso di birra
(ne ha fatti di più di me che ero in giornata), IlConte cederà alle lusinghe di
una bionda.... e dopo mesi di astinenza fumerà una Marlboro, Luca si innamorerà
di due ragazzi incontrati in piazzetta entrambi VFR-dotati (alla fine gli
proporrà un'ammucchiata ma loro non accetteranno).
Tra i panini ingurgitati dal Bauli ne figurerà uno alla nicotina,
farcito di gomme da masticare Nicorette.
Pajetta invece, detto "la
biretta", alla fine della giornata riceverà la telefonata del signor
Heineken in persona che gli dirà, in un italiano approssimativo "Tu afere
conzumate tutte rizerve birra bafareze, atesso io fenire Roma e ciocare con te
a cioco tello schiaffone" (dopo aver visto la foto, la Diesel ha deciso di
citare Pajetta in tribunale...)
Mia madre mi ha sempre
insegnato una cosa: MAI fare il bagno dopo mangiato.
Infatti dopo mangiato siamo
andati a fare il bagno.
Nell'improbabile caso in cui la mamma leggesse il racconto, è bene
specificare che l'acqua era calda. Daniele infatti ci guida attraverso un
sentiero sterrato fino alle terme, dove vivrò il bagno più rilassante dei miei
lunghi e intensi 28 anni.
Prima però c'è Bauli che ne
combina un'altra della sue.
In pieno sterrato (tra l'altro
uno sterrato che non ci portava da nessuna parte) mentre noi facevamo inversione
di marcia lui si mette a fare lo "sboròne" e al grido di "Lo
faccio iiiiiiio Edi Orioli!!!!! Ci gioco iiiiiiiio alla Parigi Dakar" si
mette a fare le derapate e affronta il sentiero a velocità "smodata"
col Tenerone. Poi lo spirito di Edi Orioli lo abbandona e lui finisce
immediatamente per terra davanti ad un Giangy piegato in due dalle risate.
Immersi nelle pozze di acqua
sulfurea delle terme di Saturnia escono allo scoperto i bambini che sono dentro
di noi.
Bauli fa l'idromassaggio con le scoregge, Marcuzzo gioca a fare
Indiana Jones sotto le cascatelle, io esibisco il mio fisico
"mozzafiato" in una serie di pose plastiche, Nigel e Mattica tubano
come due salamandre, Daniele rimane immobile in contemplazione di non si sa
cosa, con solo mezza faccia fuori dall'acqua come un ippopotamo, ilConte non fa
altro che dire "Minchia throppo bbello", Pajetta cercava di sfilare
mutande a destra e a manca alle sconosciute.
Non tutti hanno avuto il nostro
coraggio e per vari motivi assistevano immobili alle nostre abluzioni (per
esempio Pungitopa è troppo peloso e poi per asciugarsi ci avrebbe messo mezza
giornata, Giangy aveva le mutande bianche e Daniel da buon marinaio oltre a non
capire un cazzo di meteo non sa nuotare).
Pochi di noi avevano appresso il costume, lo spettacolo quindi era
ancora più comico a seconda dell'abbigliamento intimo della banda (abbiamo
scoperto che Marcuzzo porta la guepierre, che ilConte ha la terza di reggiseno
e che Pajetta predilige le mutande a filo).
Le due salamandre il costume
l'avevano, per Daniel si è dovuto aggiungere un pareo in postproduzione....
.............
Al ritorno, sempre per la serie
"Minchia che ridere", assistiamo ad un principio di incendio sotto la
moto di Giorgio BAUorioLI. A causa della caduta durante la prova speciale il
pedale del freno si era storto ed era rimasto incastrato e dopo cinque km sul
disco posteriore si sarebbero potute cuocere le crepes. Per fortuna ce ne siamo
accorti in tempo e Bauli ha potuto rimediare a colpi di pietra, aiutato da
Pungitopa che con maestria disincastrava i pistoncini (Bauli batteva la pietra
con foga primordiale, se ci fosse stata la musica in sottofondo sarebbe
sembrato il primate di "2001 Space Odissey").
Del ritorno, percorso sulla
medesima strada della mattina, mi rimarranno impresse tre cose.
Una visione favolosa di
Pitigliano, arroccata su uno strapiombo di roccia, il gruppo di 6 pazzi
scatenati che ha sverniciato tutto il nostro gruppo in tre curve strisciando le
saponette per terra, e la paletta del carabiniere che giustamente invece di
fermare i pericoli pubblici di cui sopra fa prendere una sincope al
sottoscritto.
E allora "Minchia che
ridere" ultimo atto:
Appena vedo la paletta, in
uscita di curva, inchiodo e mi fermo venti metri dopo. Penso "magari vuole
solo dirmi di andare più piano".... mi volto, lo guardo lui mi guarda poi
a gesti gli dico "IO - VENIRE LI???'" e lui ... "VIENI,
VIENI".
Aaaaaaaargggghhhhh
Torno indietro a 3 Km/h a 500
rpm pensando alla mia irregolarissima marmitta...
Documenti, controdocumenti,
libretto, assicurazione, patente, tutto in ordine e una raccomandazione
"Lo so che le strade invitano, ma la prossima volta andiamo più piano,
eh?".
Io a questo punto sono sicuro
di me stesso, rispondo un convinto "certo, certo", poi indosso il
casco e arriva il domandone da un miliardo di euro: "Quella marmitta è
originale?".
Prima di svenire rispondo
"....NO...." e gia mi aspetto un palo su per il sedere... invece mi
fa :" Si vede... vabbè, arrivederci".
E poi dice che i tutori
dell'ordine sono tutti stronzi.
Questo è quanto, la giornata
finisce con Daniele col posteriore bucato che corre al primo benzinario
distribuendo lampeggioni in quantità industriale e con una bella doccia per
togliersi di dosso l'odore di zolfo (puzzavamo come Belzebù ma vuoi mettere che
pelle vellutata??).
Io mi sono divertito come un
ragazzetto anche stavolta.
"Peter Pan guidava la
moto"